Rhinoplasty

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LA RINOSETTOPLASTICA

Informazioni generali

La rinoplastica è uno degli interventi più comuni in chirurgia plastica. A seconda si voglia correggere solo la forma del naso o anche il difetto di respirazione spesso presente (setto nasale deviato e/o ipertrofia dei turbinati), si usa propriamente il termine “rinoplastica” o “rino/setto/turbinoplastica”. Di solito, la correzione estetica e funzionale devono essere contemporanee (nel medesimo intervento), sia in quanto comportano tempi chirurgici comuni sia in quanto porzioni di cartilagine prelevate dal setto deviato vengono impiegate per il miglioramento estetico della punta e/o del dorso.

La rinoplastica può ridurre il gibbo nasale (comunemente detto “gobba”), ridurre o aumentare le dimensioni del naso, cambiare la forma della punta (ad esempio, troppo lunga oppure globosa), stringere o uniformare il dorso o il diametro delle narici, ed anche modificare l’angolo tra il naso ed il labbro superiore. Inoltre, impiegando tecniche specifiche, è di solito possibile per un chirurgo esperto, effettuando quella che si definisce “rinoplastica secondaria”, porre rimedio al cattivo risultato di una o più rinoplastiche già effettuate, solitamente migliorando anche la funzione respiratoria.
La rinoplastica oggi offre dei risultati decisamente migliori a quelli conseguibili alcuni anni orsono. Cio’ e’ stato possibile per il grande sviluppo e perfezionamento di tecniche alternative alla “rinoplastica classica”, e rispetto ad essa più graduabili, precise e meno distruttive, soprattutto quelle della “rinoplastica aperta”. Tuttavia, la rinosettoplastica resta un intervento tra i più complessi in chirurgia plastica: le numerose variabili dell’anatomia di ogni singolo paziente rendono difatti fondamentale la massima accuratezza nel pianificare e poi eseguire l’intervento. Ciò richiede tempo adeguato e grande esperienza, in quanto sia che si richiedano modifiche minime o maggiori, sia di riduzione che di aumento, sia in casi di rinoplastica primaria che secondaria, terziaria ed oltre, in nessun caso l’intervento deve essere comunque ritenuto semplice e veloce. In pratica, oggi solitamente si può realmente “individualizzare” meglio il naso al viso del paziente, con un risultato effettivamente armonico ma “naturale”, senza più ottenere sempre il tipico aspetto “standard” del “naso operato”, concavo all’insù o con la punta stretta e “pinzata”. Si possono eliminare i difetti specifici di “quel” naso ridistribuendo i volumi tra le diverse zone in modo armonico, ma senza sconvolgerne la forma, risultandone così un naso in sintonia naturale con il resto del viso. I criteri estetici attuali, come è evidente anche nel mondo della moda e dello spettacolo, si sono evoluti e raffinati, e parimenti si sono fatte più sofisticate le tecniche e gli strumenti chirurgici. Il trauma chirurgico causato dall’intervento è divenuto modesto, ed il dolore postoperatorio assente. Ciò comporta tempi operatori un po’ più lunghi rispetto al passato, ma con, appunto, un risultato assai più naturale, di grande soddisfazione per il paziente. Di solito, poi, è anche necessario affrontare nello stesso intervento il problema funzionale (respiratorio), spesso presente.

Chi è candidato alla rinoplastica

Il candidato migliore alla rinoplastica è uomo o donna in buona salute, psicologicamente stabile e realistico nelle sue aspettative, che desideri migliorare da un punto di vista estetico e funzionale la forma del proprio naso (gibbo, punta, larghezza, lunghezza, forma delle narici ecc…) E’ assai importante che voi indichiate al Dr. Robotti con la maggior esattezza possibile cio’ che vorreste venisse modificato, anche avvalendovi, se volete, di foto o ritagli da riviste. Una buona comunicazione tra chirurgo e paziente, anche se richiede tempo ed attenzione, è assolutamente necessaria affinchè il chirurgo sia del tutto certo di ciò che desiderate e voi possiate chiaramente comprendere ciò che è realisticamante conseguibile dall’intervento.
E’, ovviamente, poi, fondamentale, che specifichiate la vostra eventuale difficolta’ respiratoria, nell’ottica di effettuare, come di frequente, una setto-turbinoplastica contemporaneamente alla rinoplastica. Talvolta, una setto-turbinoplastica sarà comunque utile anche se non avete mai manifestato sintomi di difficoltà respiratoria: difatti, può accadere, ad esempio, che un setto deviato non corretto determini ostruzione respiratoria dopo una rinoplastica (dato che la frattura chirurgica delle ossa nasali effettuata per stringere un dorso largo ha a quel punto ristretto il diametro interno del passaggio aereo quanto basta per determinare difficoltà alla respirazione).
Bisogna premettere che lo scopo della rinoplastica estetica è’ quello di darvi il miglior aspetto estetico possibile, compatibilmente con la struttura del vostro viso. Per il risultato finale, giocheranno molti elementi, come lo spessore ed il tipo di pelle, lo spessore e la forma delle vostre ossa nasali e delle cartilagini, l’età, il processo di cicatrizzazione, ecc.., non tutti controllabili dal chirurgo, pur essendo di solito prevedibili. Ad esempio, una pelle spessa preclude l’ottenimento di una punta ben cesellata, per quanto cio’ sia migliorabile, ad esempio, con l’impiego di innesti di cartilagine. Inoltre, una cute spessa non consente una riduzione marcata delle dimensioni del naso, in quanto la pelle non si potrebbe poi ridrappeggiare sulle strutture ossee e cartilaginee sottostanti. Per quanto appunto molte variabili siano quindi prevedibili, non è comunque possibile sempre garantire un risultato esatto, per quanto venga fatto tutto cio’ che è tecnicamente possibile per conseguirlo. Se le vostre aspettative non sono miracolistiche, ma piuttosto discuterete attentamente con il chirurgo su ciò che è possibile ottenere, sarete soddisfatti del risultato finale.
L’utilizzo di una simulazione al computer oggi rappresenta un mezzo utile sia per voi che per il vostro chirurgo per poter ragionevolmente prevedere il risultato possibile nel vostro caso, e discuterlo con voi. Dopo avervi scattato diverse foto, il Dr. Robotti oggi impiega una o più simulazioni in pressoché tutti i casi. Ciò vi sarà utile per comprendere ed analizzare insieme al chirurgo le soluzioni realisticamente possibili, nel rispetto sia delle vostre esigenze che delle caratteristiche desiderabili di armonia del viso. E’ comunque necessario ben comprendere che una simulazione non costituisce una “garanzia” di risultato, ma piuttosto un “risultato altamente probabile”, essendo appunto l’esito chirurgico finale determinato dal complesso dei molti elementi già descritti sopra.
Per quanto riguarda l’età, la rinoplastica non è indicata per una età particolare: alcuni pazienti hanno “tratti ereditari” marcati che possono trarre beneficio dall’intervento in giovane età, mentre in altri pazienti una rinoplastica anche in età avanzata può senz’altro grandemente migliorare gli effetti negativi dell’invecchiamento. Comunque, una rinoplastica non è mai indicata prima dei 15-16 anni, per consentire il pieno completamento della crescita; nel caso, comunque, di pazienti adolescenti, è importante che vi sia una motivazione reale condivisa dai genitori, aspettative realistiche ben comprese e sufficiente maturità per comprendere possibilità, natura e limiti dell’intervento.
E’ infine da notare che il naso rappresenta un elemento del vostro viso che si deve bilanciare con le altre strutture del volto, specie nel profilo. Talora, una alterazione della dimensione e della forma del naso dovrebbe essere accompagnata da una modifica del mento o degli zigomi (protesi o lipofilling),, delle labbra (lipofilling o filler), o da una liposuzione sotto il mento, per conseguire un risultato nettamente migliore. Anche se spesso il paziente focalizza la sua attenzione sul naso, talora le modifiche ad altre strutture sono per lo meno di uguale importanza, e pertanto è necessario che il chirurgo le faccia notare al paziente, senza che ciò sia interpretato come un indurre il paziente stesso ad una chirurgia ulteriore non richiesta. Tali modifiche sono solitamente eseguibili contemporaneamente alla rinosettoplastica.
Alla luce di quanto detto finora, è quindi evidente che ogni caso richiede una attenta valutazione specifica.

Preparazione pre-operatoria

Il Dr Robotti effettua sempre almeno due visite preoperatorie: alla prima, dettagliata, visita iniziale, ne segue una seconda (se avrete deciso di sottoporvi all’intervento) per rivedere la tecnica che meglio si addice al vostro caso, per darvi ulteriori delucidazioni e rispondere ad altre vostre domande, e per effettuare le foto preoperatorie. Le numerose foto preoperatorie, che verranno effettuate direttamente dal Dr Robotti, sono di grande importanza per l’intervento. Esse restano il sistema preferibile di analisi, e su di esse si basa anche la simulazione grafica al computer. Per tali foto i capelli lunghi devono essere raccolti e fermati dietro con un elastico, per scoprire totalmente la fronte. Nel corso della prima visita, il Dr Robotti valuterà in dettaglio la vostra specifica anatomia, le problematiche presenti e le opzioni chirurgiche, compresa la possibilità di interventi aggiuntivi o alternativi. A tal scopo impiegherà un ampio supporto di immagini, diagrammi esplicativi, foto cliniche e video. Come già detto, la rinosettoplastica oggi in genere un intervento complesso, con eccellenti possibilità di una grande soddisfazione per il paziente, ma a condizione di una piena condivisione di obiettivi ed intenti con il chirurgo. Proprio per questo, è necessario tempo ed attenzione. Nel caso di un naso gài operato una o più volte, sarà anche utile che il/la paziente porti con sè tutte le foto disponibili, sia prima che dopo gli interventi subiti, oltre a copia della cartella clinica (se disponibile) e, preferibilmente anche una TAC del distretto setto/turbinati (non una radiografia)
Nella seconda visita, verrà definitivamente deciso con voi il programma chirurgico e verranno effettuate le foto preoperatorie. Tali foto, come già detto, verranno utilizzate dal Dr Robotti per preparare la simulazione al computer, e proprio allo scopo di commentare e valutare la simulazione effettuata, sarà di solito necessario un terzo ed ultimo incontro con il chirurgo prima dell’intervento. La simulazione, se onestamente condotta, rappresenta, come già detto, un mezzo fondamentale di comunicazione tra paziente e chirurgo per comprendere ed analizzare insieme ciò che è realisticamente possibile. Essa particolarmente utile nello studio del profilo, mentre meno utile nell’evidenziare i cambiamenti nella visione di fronte. Di solito, il risultato della simulazione si avvicina molto a quanto poi conseguito, anche se rimane fondamentale la visione di molti esempi reali di casi clinici su pazienti operati.
Verrà poi sempre effettuata un’accurata visita preoperatoria da parte dell’anestesista (di solito contemporanea alla visione della simulazione). A tale scopo vi verranno prescritti degli esami di laboratorio ed, in taluni casi, un elettrocardiogramma ed una radiografia del torace. Nel corso di tale visita, vi verranno poi date istruzioni su quando iniziare il digiuno pre-operatorio, in base alla modalità di anestesia ed ora di inizio dell’intervento.
E’ fondamentale informare il chirurgo e l’anestesista di qualsiasi eventuale trattamento con farmaci (cortisonici, antipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, contraccettivi, tranquillanti, sonniferi, ecc..). E’ infine fondamentale che non dimentichiate di dire al chirurgo se avete subito traumi al naso, anche da bambini, e, soprattutto, se avete avuto precedenti interventi estetici o funzionali al naso e/o al setto nasale ed ai turbinati.
E’ importante non assumere aspirina o medicamenti che la contengono per due settimane prima dell’intervento e due settimane dopo. L’aspirina può difatti causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze.
Si consiglia poi di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell’intervento. Alcuni studi hanno difatti dimostrato che l’incidenza delle complicanze è fino a dieci volte superiore nei pazienti fumatori rispetto a quelli che non fumano. Se il fumo viene eliminato per 10 giorni o più prima dell’operazione, l’incidenza delle complicanze diventa pari a quella dei non fumatori.
Per le pazienti in trattamento con contraccettivi orali, di solito non è oggi necessario interromperne l’assunzione prima dell’intervento. E’ necessario però specificare nella visita anestesiologica quale tipo di contraccettivo venga impiegato.
Si deve inoltre di evitare qualsiasi di tipo di trucco al viso il giorno dell’intervento. Sono poi da rimuovere anelli, orecchini o piercing.
Infine, lavatevi accuratamente viso e capelli la sera prima e, se possibile, la mattina stessa dell’intervento, con un sapone-shampoo blandamente antisettico, ad esempio tipo NEOXIDINA, o CITROSIL SAPONETTA o SAUGELLA (reperibile in farmacia).
In ultimo, dovrete poi aver preso accordi per essere accompagnati a casa dopo la dimissione e per un adeguato aiuto a domicilio per uno-due giorni dopo l’intervento.

L'anestesia

Una rinosettoplastica può essere eseguita sia in anestesia generale ” (di solito con una notte di degenza) che, in alcuni casi, in “sedazione cosciente” (in “day hospital”, quindi senza degenza). La scelta del tipo di anestesia dipende dal tipo di intervento, dai desideri del paziente e dal giudizio del medico. L’anestesia generale richiede per definizione l’intubazione ed è la scelta più frequente per la rinosettoplastica.
La “sedazione cosciente” o MAC (“Monitored Anesthesia Care”) consiste in una sedazione eseguita prima e durante l’intervento per via endovenosa dall’anestesista, con monitoraggio della pressione, elettrocardiogramma, e saturazione di ossigeno, oltre ad anestesia locale sulla zona operata. Questa soluzione consente l’intervento in regime di day-hospital con ritorno a casa la sera, offre ottime garanzie di sicurezza e non comporta particolare fastidio o dolore, ma è da riservarsi solo a casi selezionati.

L'intervento

L’operazione dura in genere circa tre ore, a seconda della necessita’ di effettuare o meno varie manovre chirurgiche. Interventi accessori come lipofilling (innesto di grasso) o inserimento di protesi mentoniere o zigomatiche, o la liposuzione sub-mentale, comportano 30-60′ di tempo aggiuntivo.
Una rinosettoplastica secondaria, terziaria, o oltre, può invece durare anche 5-6 ore, data la necessità, di solito, di impiegare numerosi innesti ed altre manovre aggiuntive.
E’ comunque importante che voi comprendiate che un tempo operatorio pùi lungo di quanto si possa comunemente pensare non significa rischi di sanguinamento, ecchimosi, dolore nel postoperatorio o altre complicazioni; al contrario, un tempo chirurgico adeguato, insieme ad una anestesia sicura, è indispensabile per un risultato eccellente e stabile nel tempo, senza problematiche e sorprese dopo l’intervento, proprio perchè ogni variabile viene controllata durante l’intervento con massima cura del dettaglio.
Nel corso dell’intervento, la cute del naso viene separata dall’impalcatura sottostante di osso e cartilagine, che viene poi “scolpita” fino a raggiungere la forma desiderata. Tale nuova forma si ottiene sia rimuovendo selettivamente il tessuto in eccesso, sia aggiungendo supporto e migliorando i contorni con l’impiego di “innesti” di cartilagine (prelevati dal setto nasale o, meno frequentemente, dalla cartilagine dell’orecchio).La gobba (“gibbo”) viene rimossa mediante uno scalpello o una raspa e, quando necessario, le due ossa nasali vengono avvicinate mediante una o più “fratture chirurgiche” (“osteotomie”) per stringere adeguatamente il dorso.
Nel corso dello stesso intervento, si correggono di solito anche la frequente deviazione del setto e/o l’ipertrofia dei turbinati, per migliorare la funzione respiratoria. In alcuni casi (ad es. volta media del naso stretta ed ossa nasali corte), sarà necessario effettuare una settoplastica o “allargare” con innesti cartilaginei lo spazio tra setto nasale ed i due lati del naso (valvola nasale interna) anche se non esiste difficoltà respiratoria significativa prima dell’intervento, proprio per evitare che il restringimento “cosmetico” del naso comporti poi, a distanza del tempo, problemi funzionali.
Per quanto sia anche possibile compiere tutte queste manovre solo dall’interno del naso con una “tecnica chiusa” (quindi solo mediante incisioni all’interno delle narici, senza quindi una visione diretta), è oggi spesso preferibile usare una “tecnica aperta”.

Difatti, questa è la tecnica scelta dal Dr. Robotti nella maggior parte dei casi. Nella rinoplastica aperta (“open”), oltre alle incisioni interne, si effettua una piccola incisione a “V” o a“scaletta”, trasversale rispetto alla columella (la stretta colonna di tessuto che separa le due narici), che consente in effetti di “scoperchiare” il naso e rendere evidenti tutte le strutture su cui operare.

L’impiego di una “tecnica aperta” permette una miglior precisione di risultato rispetto alla “tecnica chiusa”, a spese di una piccola cicatrice che, nella grande maggioranza dei casi, resta pressochè invisibile dopo 6-8 mesi. La visione diretta consente una diagnosi intraoperatoria precisa delle deformità di qualsiasi caso specifico, anche complesso, ed una migliore correzione con tecniche accurate spesso non egualmente praticabili con una rinoplastica “chiusa”.Quando tutte le strutture del naso vengono così esposte, intervenire su di esse risulta più facile, controllabile e sicuro. Il trattamento diventa individualizzato, le deformazioni da correggere sono evidenti e ben accessibili. Una volta analizzato ogni elemento, sia riguardo la forma sia la funzione respiratoria, il chirurgo può procedere a risistemare le parti anatomiche mediante uno “smontaggio e rimontaggio” delle singole componenti. Il sanguinamento viene controllato direttamente con precisione.

L’impiego accurato di suture di modellamento e di innesti di cartilagine prelevati dal setto, seppur richieda un tempo un po’ più lungo rispetto alla tecnica “chiusa” ed una specifica esperienza dell’operatore, consente un risultato predicibile e naturale, stabile a distanza di molti anni. Inoltre, la tecnica “aperta” permette anche una miglior correzione del deficit funzionale respiratorio, in quanto questo è correlato alla deviazione del setto, che viene anch’essa corretta sotto visione diretta. Nel caso di deformità prevalentemente della punta, la tecnica “aperta” ne consente un preciso e graduabile rimodellamento, non distruttivo e stabile nel tempo. Ovviamente tutto questo non significa che la via “chiusa” tradizionale sia sbagliata o da abbandonare, ma soltanto che le caratteristiche della tecnica aperta la rendono preferita dal Dr Robotti in quanto ideale ed applicabile a moltissime situazioni. Infine, nel caso di narici troppo larghe, sarà talora utile rimuovere dei “cunei” di tessuto dalla base delle narici, anche qui a spese di piccole cicatrici esterne, pressochè invisibili a distanza.
Come già detto, l’intervento in “aperta” dura un tempo certamente più lungo rispetto alla tecnica “chiusa”, soprattutto perchè, una volta “aperta” l’anatomia del paziente, diventa assai più ricco e vario il “menu” delle possibili manovre da compiere, molto diverse a seconda del caso specifico, e quindi assolutamente “individualizzate” al paziente.
Una volta infine che ossa e cartilagini sono state ridotte e modellate, i tessuti che sono stati sollevati per permettere di operare vengono riadagiati al loro posto e si sutura con pochi punti l’incisione alla columella. La pelle poi si adatterà alla nuova impalcatura sottostante.


Alla fine dell’intervento, verrà inserita una piccola garza vaselinata nelle due narici, ed il setto nasale verrà stabilizzato con sutura ed infine mediante due apposite lamine di silicone (“Doyle splints”) al posto dei tamponi nasali. Il Dr. Robotti non usa più oggi quelle garze, di solito introdotte al termine dell’intervento nelle fosse nasali, dette “tamponi nasali”, evitando così il dolore di solito connesso alla loro rimozione. Sul dorso, verrà infine applicato un “archetto” in materiale termoplastico, per consentire alla cute di conformarsi adeguatamente sulla nuova impalcatura di osso e cartilagine sottostante.

Dopo l'intervento

Di solito, nelle prime 24 ore postoperatorie, avvertirete una sensazione di gonfiore, di dolenzia generalizzata al viso e, talvolta, mal di testa. Una sensazione di affaticamento dopo l’anestesia e’ del tutto normale, come è possibile un po’ di bruciore alla gola. E’ anche possibile, seppur infrequente, un po’ di nausea e, talora, vomito nelle prime ore dopo l’intervento. Il gonfiore e le ecchimosi sotto gli occhi dapprima aumenteranno, raggiungendo il culmine in seconda-terza giornata postoperatoria, e poi si attenueranno fino a pressochè scomparire entro circa due settimane. In pratica, al termine della seconda settimana, allorchè verranno rimossi gli ultimi cerottini dal naso, non sarà più evidente a chi vi incontra che abbiate effettuato una rinoplastica. Gia’ dal terzo giorno post-operatorio, e’ possibile comunque dissimulare le ecchimosi con prodotti cosmetici appositi coprenti (ad es.: fondotinta o stick bicolore “Couvrance” della ditta AVENE).
Dolore: contrariamente a quanto spesso si crede, una rinosettoplastica non e’ pressoche’ mai di per se’ dolorosa,anche se sono state condotte le osteotomie (fratture chirurgiche) delle ossa nasali.Anche se ciò può sembrare poco credibile, in realtà si deve alla precisione delle manovre, all’assenza di sanguinamenti incontrollati, e all’impiego delle lamine di silicone anziché dei tradizionali tamponi. Anche la rimozione delle lamine di silicone è poi indolore, a differenza di quanto avviene per i tamponi tradizionali. Potete comunque assumere, benché di solito ciò non sia necessario, il vostro consueto analgesico a condizione di evitare prodotti contenenti aspirina (acido acetilsalicilico).
Attività: dovrete restare a casa per le prime 48 ore postoperatorie. Riposate a letto il giorno dopo l’intervento, applicando ghiaccio (in un guanto di lattice o con busta di gel, o garze ghiacciate strizzate ) tenendo la testa sollevata di 30º (su due cuscini) per minimizzare il normale edema (gonfiore) post-operatorio. Continuate ad applicare il ghiaccio anche nel secondo giorno postoperatorio. Evitate di piegare repentinamente il busto per 48 ore dopo l’intervento. Per la settimana seguente, dormite ancora con il capo elevato e dritto (senza appoggiare il naso lateralmente sul cuscini). Dopo le prime 48 ore, progressivamente tornate alle normali attivita’, evitando lavoro manuale intenso ed attivita’ sportiva o sessuale per tre settimane. E’ di solito possibile tornare ad un lavoro sedentario entro una settimana dall’intervento. Evitate infine attivita’ sportive che comportino contatto fisico (rischio di traumi al naso) per sei settimane.
Dieta: Per una settimana dopo l’intervento, evitate cibi che richiedano forte masticazione. Peraltro, la vostra dieta puo’ essere del tutto normale.
Medicazioni: La piccola garza vaselinata posta nelle due narici vi verra’ rimossa prima della dimissione, la mattina dopo l’intervento. In alcuni casi, essa sarà lasciata per altre 24 ore. Durante questo tempo, dovrete respirare con la bocca, senza, peraltro, particolare fastidio. Rimossa tale garzina, potrete iniziare a respirare anche dal naso, seppure con difficoltà, data la presenza delle lamine di silicone ai due lati del setto che dovrete tenere per una settimana. vi verrà mostrato a quel punto come detergere le narici con acqua ossigenata, applicarvi uno strato sottile di Gentalyn Unguento, ed iniziare i lavaggi a spruzzo endonasali con Libenar Spray o Physomer. I lavaggi sono molto importanti per ridurre le crostosità e l’edema all’interno del naso. A 3-4 giorni dall’intervento, verrà fatta una seconda medicazione per rimuovere alcuni dei punti di sutura all a base del naso (columella). L’ archetto sopra il naso verra’ poi rimosso dopo 7-8 giorni, insieme alle lamine di silicone che sostengono internamente il setto nasale. Non cercate di valutare il naso sotto l’archetto durante questo periodo. Difatti, il naso vi potra’ sembrare troppo corto e all’insu’, perche’ e’ un po’ gonfio ed e’ stato fissato con cerotti verso l’alto. Alla rimozione dei cerotti, la punta si abbassera’ sempre un poco.
Dopo la rimozione dell’archetto in settima giornata, vi verranno applicati sul naso dei cerottini (steri-strips) da mantenere per un’altra settimana, allo scopo di conformare adeguatamente la cute e ridurre l’edema. Lasciateli stare finche’ non vi verranno rimossi. Dopo la loro rimozione, potete gia’ usare il consueto trucco o fondotinta.
Infine, alla rimozione dei cerottini (a due settimane dall’intervento), vi saranno date istruzioni sul “night taping”. Si tratta dell'”incerottamento notturno” con cerottini di carta (1/2 inch, 3M), facile da apprendere,  che dovrete condurre nel post-operatorio, ogni notte fino alla mattina seguente, per circa due mesi dopo l’intervento.
Per le due-tre settimane successive, potrete avvertire ancora una certa sensazione di naso ‘chiuso’ e ‘congesto’. Cio’ e’ dovuto ad un certo fisiologico edema della mucosa, a residue crostosita’, ed e’ del tutto normale, e migliorera’ entro poche settimane, specie continuando con cura i lavaggi a spruzzo endonasali. E’ bene non far uso continuo in questo periodo di spray o gocce decongestionanti, in quanto possono provocare assuefazione.
Edema post-operatorio (gonfiore), ecchimosi ed alterazioni della sensibilità: Come già detto, un certo gonfiore post-operatorio accompagnato da ecchimosi sotto gli occhi e’ del tutto normale. Impiega circa due settimane per risolversi. A quel punto, non apparirete “operati” ad un osservatore casuale. Dopo una rinoplastica, comunque, un residuo edema, peraltro minimo, puo’ perdurare fino a 3-6 mesi dopo l’intervento. La punta del naso si ammorbidisce per ultima, e puo’ restare un po’ rigida anche per 8-12 mesi. Quindi, l’aspetto definitivo del naso operato sarà ottenuto dopo 6-12 mesi. E’ poi frequente nel post-operatorio una certa ipoestesia (diminuzione di sensibilita’) temporanea della punta, che puo’ talora persistere per qualche mese. Per accelerare la risoluzione dell’edema e’ fondamentale praticare i massaggi che vi verranno mostrati. Avvisate comunque lo studio se il gonfiore e’ eccessivo e/o si accompagna a rossore locale e dolore.
Incisioni, suture e cicatrici: nella rinoplastica, le incisioni interne, vengono suturate con suture riassorbibili, che non devono essere rimosse. Progressivamente, questi punti si sfalderanno e cadranno da soli. Se, nei giorni dopo l’intervento, li sentite “lunghi” e “fastidiosi”, non tirateli, ma, eventualmente, tagliatene via solo il capo lungo o sfilato.
Nella particolare circostanza, della resezione di cunei laterali per restringere le narici ai lati, potrà essere necessario impiegare piccole incisioni esterne, che quindi richiedono pochi punti sottili sulla cute. Questi punti, non riassorbibili da soli, vi verranno rimossi, in maniera del tutto indolore, 5-6 giorni dopo l’intervento. La cicatrice esterna di accesso sulla cute della columella, inizialmente un po’ rossa, diverra’ con il tempo (6-8 mesi) pressoche’ invisibile.
NOTE: Un po’ di filtrazione di sangue o muco e’ normale per uno-due giorni dopo l’intervento. Per questo, si applica per le prime ore dopo l’intervento una garzina sotto le narici, fissata con un cerotto sottile all’archetto.
Evitate di soffiarvi il naso per almeno due settimane dopo l’intervento.
I capelli possono essere lavati dalla terza giornata postoperatoria, evitando di bagnare l’archetto, ed asciugati con aria tiepida.
Dopo la rimozione dell’archetto, evitate di dormire appoggiando sul naso per quattro settimane. Evitate inoltre, per sei settimane, di portare occhiali (eventualmente, fissate gli occhiali alla fronte con un cerotto, per evitare che premano sui lati del naso). Potete, invece, inserire da subito lenti a contatto.
Evitate infine l’esposizione prolungata ed intensa al sole o a lampade abbronzanti per sei mesi dopo l’intervento. E’ concessa una esposizione moderata dopo un mese dall’intervento con crema filtro ad alta protezione. Usate un cappello o un filtro antisolare schermante totale qualora dobbiate esporvi a sole forte in montagna o al mare.

In caso di associata mentoplastica o protesi malari:

Qualora abbiate avuto l’inserimento di grasso (lipofilling) o di protesi mentoniere e/o malari (zigomatiche) contemporaneamente alla rinoplastica, le medicazioni verranno fatte allo stesso tempo di quelle riguardanti la rinosettoplastica. Il lipofilling al meto non richiede medicazioni tranne l’impiego di uno strato sottile di Gentalyn Unguento. Le strisce di cerotto adesivo eventualmente applicate sul mento e/o sugli zigomi in caso di protesi verranno rimosse insieme all’archetto gessato dal naso (7-8 giorni dopo l’intervento). A quel punto mento e/o zigomi vengono lasciati liberi, e vi verra’ spiegato il massaggio post-operatorio.. Per quanto riguarda i punti di sutura, nel caso di protesi mentoniere e/o malari, questi sono solo endorali (all’interno della bocca) e si riassorbono da soli. Infine, se avete avuto l’inserimento di protesi mentoniere e/o malari, e’ consigliabile una dieta morbida (frullati etc.) per i primi 7 giorni, ed evitare cibi che richiedano forte masticazione per le prime 3 settimane.

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